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Modifiche allo statuto delle studentesse e degli studenti e valutazione del comportamento.

DPR 134-135

Utente PEIS00400Q-psc

da Peis00400q-psc

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Con  DPR 134 e 135 del 2025 sono stati emanati i regolamenti attuativi della legge 150/2024, i quali vanno ad emendare rispettivamente il DPR 249/1998 (Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria), il DPR 122/09 e il D. Lgs 62/2017 relativi questi ultimi alla valutazione.

Il primo decreto 134/25
Il primo provvedimento interviene sul DPR 24 giugno 1998, n. 249, il decreto che istituì lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. Le modifiche rispondono alla necessità di affrontare i crescenti fenomeni di violenza fisica e psicologica, bullismo e aggressività che coinvolgono alunni e personale scolastico. L’intervento normativo mira a “ripristinare un rapporto equilibrato tra gli studenti, le scuole e le famiglie”, seguendo i principi di partecipazione e rispetto reciproco.
L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare la cultura del rispetto e valorizzare la autorevolezza del personale docente, rafforzando la rilevanza del comportamento all’interno della comunità scolastica.
La riforma prevede un ampliamento dell’impegno delle istituzioni scolastiche per individuare episodi di bullismo e cyberbullismo, nonché situazioni di uso o abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti e altre forme di dipendenza. L’aspetto più innovativo riguarda le sanzioni disciplinari: per sospensioni fino a due giorni, gli studenti parteciperanno ad attività di approfondimento sulle conseguenze del loro
comportamento, mentre per sospensioni superiori dovranno svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con la scuola.
Nel Patto educativo di corresponsabilità viene ora introdotto l’impegno esplicito alla collaborazione per favorire l’emersione di episodi di bullismo, cyberbullismo, abuso di alcool e sostanze, e altre forme di dipendenza. Le scuole devono integrare nel patto attività formative e informative rivolte a studenti e famiglie, ponendo particolare attenzione all’utilizzo sicuro e responsabile della rete internet.

In sintesi, il DPR 134/2025, entrato in vigore il 10 ottobre, va a modificare le disposizioni degli artt. 4 e ss. del DPR 249/98 in tema di responsabilità disciplinare. La riforma supera la logica meramente sanzionatoria per abbracciare un approccio educativo che mira alla riabilitazione dello studente attraverso percorsi di cittadinanza attiva e solidale.

Premesso 

  • che la responsabilità disciplinare è personale;
  • che nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni;
  • che nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione degli apprendimenti delle singole discipline (L’infrazione disciplinare influisce esclusivamente sul voto di comportamento);
  • che in nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità;

La novità più rilevante riguarda l’allontanamento dello studente dalle lezioni che, fino a 15 giorni, non avviene più dall’intera comunità scolastica ma esclusivamente dalle attività didattiche, con modalità differenziate in base alla durata della sanzione.

  • Per l’allontanamento fino a due giorni, il consiglio di classe delibera attività di approfondimento da svolgersi presso l’istituzione scolastica, finalizzate alla riflessione sui comportamenti e sulle loro conseguenze
  • Quando l’allontanamento si estende da tre a quindici giorni, lo studente è coinvolto in attività di cittadinanza attiva e solidale presso strutture esterne convenzionate con l’istituzione scolastica. Tali attività, inserite nel PTOF, sono commisurate all’orario scolastico e computate ai fini della validità dell’anno scolastico, pur non influendo sulla valutazione degli apprendimenti disciplinari;
  • Per l’allontanamento superiore a quindici giorni (comma 6), mantiene validità l’approccio del percorso di recupero educativo in coordinamento con famiglia, servizi sociali e autorità giudiziaria, con l’obiettivo dell’inclusione e del reintegro nella comunità scolastica.
  • Il nuovo comma 9 fa espresso riferimento a ulteriori comportamenti che prevedono l’allontanamento superiore a quindici giorni ovvero “in presenza di atti violenti o di aggressione nei confronti del personale scolastico, delle studentesse e degli studenti.” Il decreto introduce significative integrazioni anche al Patto educativo di corresponsabilità, rafforzando l’impegno di scuole e famiglie nella prevenzione di fenomeni come bullismo, cyberbullismo, uso o abuso di alcool e sostanze stupefacenti, oltre ad altre forme di dipendenza.

Il DPR 135/2025 va a riformare il voto di comportamento e le conseguenze sull’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Maturità. Il decreto modifica il DPR 22 giugno 2009, n. 122 relativo alla valutazione degli studenti del secondo ciclo di istruzione. La riforma introduce la valutazione in decimi per tutte le discipline di studio, sia nelle valutazioni periodiche che in quelle finali. La nuova disciplina stabilisce che la valutazione periodica e finale degli apprendimenti per ciascuna disciplina venga espressa in decimi, riportata anche in lettere nel documento ufficiale. Di pari rilievo è la modalità di valutazione del comportamento, anch’essa espressa in decimi, ponendo l’accento sul rispetto, la convivenza civile e la prevenzione di atti violenti. Il consiglio di classe attribuisce il voto finale sull’intero anno tenendo conto, in particolare, delle eventuali aggressioni e reati contro personale scolastico o studenti. Un voto di comportamento inferiore a sei decimi determina uno specifico percorso di approfondimento in materia di cittadinanza attiva e solidale, mentre a chi riporta sei decimi viene richiesta l’elaborazione di un lavoro critico; la mancata consegna può portare alla non ammissione alla classe successiva.
Il decreto, poi, ridefinisce in modo dettagliato il quadro dell’obbligo di istruzione, conformandosi alle nuove disposizioni legislative e stabilendo che si assolve secondo quanto previsto dalle leggi vigenti. Di rilievo il passaggio sulla frequenza minima dell’anno scolastico: viene confermata la soglia dei tre quarti dell’orario annuale personalizzato, ma le scuole potranno concedere deroghe in casi straordinari ed eccezionali, purché documentate e senza compromettere la possibilità di valutazione degli apprendimenti. La mancata frequenza, anche tenendo conto delle deroghe, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva. Per studenti con DSA viene garantita una valutazione coerente con il piano didattico personalizzato, adottando strumenti e modalità dispensative.
Entrambi i provvedimenti danno attuazione all’articolo 1 della legge 150/2024, che prevedeva modifiche ai regolamenti da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Cittadinanza solidale: il servizio civico come strumento di rieducazione.
In particolare, gli studenti responsabili di atti di bullismo, violenza fisica o danneggiamento di beni pubblici non potranno più sottrarsi alle responsabilità restando comodamente a casa. Per sospensioni fino a due giorni, il meccanismo prevede la permanenza obbligatoria in aula accompagnata da attività di approfondimento mirate. Il mancato svolgimento dell’attività influisce sul voto di comportamento e le ore vengono conteggiate ai fini della regolarità dell’anno scolastico, senza però incidere sulla valutazione disciplinare. In caso di assenza di strutture ospitanti, le attività si svolgono a favore della comunità scolastica stessa. Lo studente sanzionato dovrà produrre elaborati scritti e svolgere compiti supplementari specificamente calibrati sulla natura del comportamento scorretto, trasformando la sanzione in occasione di crescita formativa e auto-riflessione. Per infrazioni che comportano sospensioni da tre a quindici giorni, entra in vigore automaticamente il
programma di cittadinanza solidale. Gli studenti coinvolti saranno inseriti in percorsi di servizio presso enti caritatevoli, strutture assistenziali, organizzazioni del terzo settore o istituzioni pubbliche, con particolare riferimento a mense per indigenti, ospedali, case di riposo per anziani. Qualora manchino convenzioni esterne, l’attività si concretizzerà nella cura degli spazi scolastici sotto supervisione educativa.

Voto di condotta bocciatura con il 5
Il voto in condotta acquisisce centralità assoluta, con conseguenze immediate sulla carriera scolastica. La valutazione di 5 in condotta comporta automaticamente la bocciatura dello studente, eliminando qualsiasi margine interpretativo e estendendo l’applicazione rigorosa anche ai casi di bullismo grave. Gli studenti che ottengono 6 in condotta dovranno superare un “compito di cittadinanza” per essere ammessi all’anno successivo.

La tabella seguente riporta la sintesi delle previsioni normative.

Si ricorda, inoltre, che la fascia più alta di attribuzione del credito scolastico può essere attribuita solo agli studenti che in sede di scrutinio finale riportino una valutazione pari o superiore a 9/10.

Si riportano in allegato i provvedimenti normativi oggetto della presente circolare.

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Lorella ROMANO

Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3 comma 2 del D.l.gs 39/1993

Documenti

STATUTO

pdf - 962 kb

STATUTOSS2

pdf - 951 kb

DPR-134 2025

pdf - 183 kb